ABOLIAMO LE PROVINCE: TRASFORMIAMO L’INDIGNAZIONE IN AZIONE


E’ vero che l’abbiamo capito da tempo che ci prendono per i fondelli senza ritegno, che perseguono interessi propri diversi da quelli della collettività con perseveranza e abilità superiori, che non hanno scrupoli, …. Ma vederselo sbattere in faccia in diretta o in differita fa sempre molto male, e non solo ai denti…..Abbiamo raggiunto vette difficilmente immaginabili anche dai più malfidenti come dei nostri “rappresentanti” che votano contro la soppressione delle province dopo aver chiesto il voto agli elettori promettendo esattamente il contrario……

Non ci sono più parole..

Vediamo di passare dall’indignazione all’azione. Riprendiamo la raccolta firme e sommergiamoli di moduli per stabilire cosa vuole veramente il popolo,  “sovrano” solo quando fa comodo alla casta…

Chi è indignato al punto giusto si renda disponibile a diventare punto di raccolta di firme per la soppressione delle Provice e si metta in contatto.

Il coordinatore
Lorenzo Furlan
lorenzo.furlan@aboliamoleprovince.it

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L'opinione dei lettori

Sono stanco anche io di essere preso per i fondelli dalla Casta.Andiamo avanti con la raccolta delle firme per l’abolizione delle province:Teniamoci sempre in contatto e informiamo altre persone della presenza di questo sito tipo catena di Sant’Antonio.

Le province non dovrebbero esistere già per Costituzione. E in Sicilia è lo stesso Statuto del 1948 a prevederne l’abolizione. Invece continuano a prendere in giro con la proposta di farne altre nuove.

http://sicilitudine.blogspot.com/2011/07/piu-province-per-tutti.html

Ma che stai a’ddì, le Province esistono sulla Costituzione.

Sicuramente già ne siete a conoscenza, ma IDV ha laciato una raccolta firme per abolire le province
http://www.italiadeivalori.it/component/petitions/?view=petition&id=244

passare i dipendenti nei tribunali.

Sono perfettamente d’accordo con voi, io sarei per il boicottare le elezioni provinciali, una specie di referendum indiretto, non so che ne pensiate voi

NOI VOGLIAMO ABOLIRE LE PROVINCE? DA ME SI SONO “INVENTATI” IL CIRCONDARIO EMPOLESE-VALDELSA, UN ORGANO, CHE RACCHIUDE ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE, CHE SI E’ INSTAURATO TRA IL COMUNE E LA PROVINCIA, COSI’ DA POTER TOGLIERCI, INUTILMENTE, ALTRI SOLDI…..
ORGANIZZIAMOCI, QUI SIAMO ALLA STREGUA DI UNA GUERRA, MA MOLTO PIU’ SOTTILE E INFAME, PERCHE’ E’ ALLO STESSO TEMPO NASCOSTA E ALLA LUCE DEL SOLE.
CHI DECIDE DELLE NOSTRE VITE, NON DOVREBBE FARE L’INTERESSE DELLA COMUNITA’?
A ME NON SEMBRA….

Non credo che abolire le province possa risolvere grandi problemi di carattere economico (si risparmierebbero circa 100 mln di euro l’anno), semmai produrrebbe forti problemi di carattere amministrativo: infatti, non solo ci sarebbero da ridefinire il reparto di competenze tra comuni e regioni, ma ci sarebbe anche da ricollocare chi lavora per le province. Se si volessero recuperare dei soldi, non sarebbe meglio avviare una seria lotta contro l’evasione fiscale?

Questi dicono nel loro programma che c’ è la diminuzione dei costi della politica ma quando c’ è da votare per l’abolizione delle province votano contro, lo snellimento con diminuzione di senatori e deputati ma non lo fanno.
Se si può fare qualcosa facciamolo
io firmo

Penso che oltre alle cifre sui costi, bisognerebbe chiedersi anche cosa attualmente fanno le Province e, soprattutto, cosa dovrebbero e potrebbero fare se correttamente amministrate. Ecco, il punto e’ questo: una corretta gestione politica e della parte dirigenziale. Ma eliminerle, ex abrupto, e’ sbagliato. Per capirlo, basterebbe leggersi (ma dato che richiede un certo impegno nessuno lo fa) le leggi di riforma della P.A. degli anni ’90 e le Leggi Costituzionali 1 del ’99 e 3 del 2001. Si capisce che le Province un ruolo importante ce l’hanno, addirittura forse piu’ delle Regioni. Infatti, fino ad ora, queste ultime si sono occupate spesso di amministrazione attiva, evitando di delegare funzioni alle Province e Comuni, anziche’ concentrarsi sul ruolo di programmazione legislativa coordinamento degli EELL. Solo recentemente molte Regioni si sono accorte di essere parte di un problema e hanno iniziato a delegare o trasferire competenze (vedi Urbanistica, Autorizzazioni Paesaggistiche, Sportelli Unici, Protezione Civile e altre ancora, tutte materie della massima inportanza per il territorio). In Italia, il problema vero e’ piuttosto come funzionano TUTTI gli enti pubblici. La politica che prevarica, la dirigenza che non dirige ed e’ burattino dei politici, la non meritocrazia, gli stipendi da fame della maggior parte dei dipendenti “operativi”, questi sono i veri problemi. Ma tant’e’, le province verranno abolite, si e’ gia’ iniziato, no? Mi trovo solidale con i dipendenti di alcune delle Province rimosse (si, alcune…anch’io penso che le micro-province di recente creazione siano grottesche). Penseranno, a ragione, che siamo tutti ammattiti. Un po’ come quello che porta l’auto ad aggiustare dal fornaio e questo gli toglie a martellate il climatizzatore perche’ tanto in fondo non serve e consuma…Bah!

Leggo e sorrido di fronte a molti che si lasciano mettere il prosciutto sugli occhi… Mi pare che il Titolo V – Parte II della Costituzione dica che La Repubblica Italiana è costituita da Comuni, Pronvce, Città Metropolitane, Regioni e Stato (art. 114) e poi, lor signori… Conoscono le competenze effettive ed il ruolo che svolgono le Province in materia di AMBIENTE, DEMANIO IDRICO, ENERGIA, GOVERNO DEL TERRITORIO, INFRASTUTTURE, SCUOLE, TRASPORTO PUBBLICO????

E aggiungo… E’ giusto ridurre gli spechi, anzi , doveroso! Allora perché non togliamo gli oltre 5700 Comuni con meno di 5000 abt(degli 8100 totali) e diamo alle Province l’onere di garantire i servizi alla persona che altrimenti non sarebbero garantiti o quantomeno a costi sostenibili…
Sicuramente con 5000 Sindaci, Giunte, Consigli ecc. si risparmierebbe molto di più che non abolire poco più di 100 Presidenti di Provincia, Giunte e Consigli Prov.li…

Oltre alle province, c’è anche l’UPI, Unione Province d’Italia, un altro carrozzone con presidenti, vice, mebri, dirigenti ecc ecc.

Cari amici, ho una proposta da fare: ho letto tempo fà un articolo dell’on. La Malfa che spiegava che quando negli anni settanta del secolo scorso furono istituite le Regioni, le spese statali raddoppiarono ed i risultati ad oggi sono effimeri. Quindi aboliamo le regioni. Saluti.

Bisogna eliminare gli sprechi, ma con il federalismo e l’abolizione delle province si riducono solo i servizi, il controllo del territorio e si crea caos e disordine.Le province hanno dei compiti fondamentali che devono essere per forza attribuiti ad altri enti. Perchè abolirle? invece di renderle efficienti ed investire su meccanismi di controllo che le facciano funzionare al meglio?
Aboliamo anche scuole e ospedali, biblioteche, tribunali e asili nido, privatizziamo le strade e le piazze, riduciamo ad uno il numero dei deputati e dei senatori.
Beata ignoranza!!!

Antonio di Pietro raccoglie le firme per abolire le province: già che c’era, poteva raccoglierle per abolire tutti i Suoi privilegi di parlamentare: vitalizio, scorte, auto blu, porta-borse e ..chi più ne ha più ne metta. Mi pare che faccia il frocio col culo degli altri

Evidentemente Enrico lavora in Provincia, le attività che giustamente ha elencato possono essere gestite anche da altri enti. Trovo assurdo abolire i Comuni sotto i 5000 abitanti, ci sono persone, penso agli anziani, che ne avrebbero un grave scompenso.

Il signor Enrico ha perfettamente ragione. L’italiano medio non si chiede cosa effettivamente facciano gli Enti. Le Province iniziano solo ora ad avere reali competenze trasferite in senso sussidiario e sono tutte competenze importantissime. Vedi, ad esempio, la materia urbanistica, pianificazione territoriale e paesaggio.

Sembra che finalmente qualcuno si sia espresso per l’abolizione delle province, ma non dobbiamo illuderci, l’iter che il governo prevede mi sembra solo una scusa per non fare nulla e rinviare ulteriormente il problema. Sarebbe necessario che un gruppo di opposizione organizzato (come il vostro) vincolasse il governo a sottoscrivere una tempistica breve per l’appovezione e, nel caso non si arrivasse in porto per la data prestabilita, sospendere il versamento di ogni tassa e contributo fino a conclusione dell’iter.
Mi farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista in merito.
Cordiali saluti
Anna Locatelli

6 Settembre 2011. Sembra che siamo arrivati in dirittura finale. Sarà arduo ottenere che la Politica accetti una cura dimagrante, rinunciando a soddisfare politicanti locali e rinunciando a centri di potere e di voti: è però, questa, l’ultima occasione che ha questo governo per adempiere, almeno in parte, alle promesse della campagna elettorale che lo aveva portato al potere, e non vedersi abbandonato da tutto il suo elettorato. Se avrà l’intelligenza di presentare questa proposta, sarà interessante vedere quali forze politiche chiederanno di barattare i risparmi derivanti dall’operazione proposta con un aumento di tasse o una diminuzione di servizi sociali. Le facce di moltissimi parlamentari sono più dure del bronzo e la loro capacità di raccontar frottole inarrivabile, ma sono curioso di scoprire quali “balle” racconteranno e quale affidamento faranno sulla stupidità dei propri elettori.
L’abolizione delle Province, comunque, deve essere solo l’inizio della ristrutturazione: bisogna ottenere uno Stato più snello, con soppressione di Consigli di quartiere, Comunità montane ed enti inutili, e con una riduzione sostanziosa del numero dei parlamentari e dei faccendieri che succhiano risorse nel sottobosco politico.

Scrivi qui il tuo commento.premesso che giudico queste iniziative lodevoli e stimolanti sia per gli altri cittadini, sia come sprono per i nostri amministratori.
volevo puntualizzare però due aspetti: Intanto, le Provincie, contrariamente a quanto più volte dichiarato, sono Enti previsti dalla costituzione, ma ciò non toglie che si possa modificare la costituzione e prevederne l’abolizione.In particolare mi sembra che si stia demonizzando un pò troppo questo aspetto, COME SE LE PROVINCIE SIANO LA CAUSA PRINCIPALE DI QUESTA CRISI E LA LORO SOPPRESSIONE L’UNICO RIMEDIO.
Intanto hanno una loro utilità come fornitori di servizi che altrimenti nessun ente fornirebbe, ma soprattutto, per diminuire i costi, basterebbe dimezzare il numero degli amministratori provinciali e le loro elevate indennità, piuttosto che abolirle completamente.
Perchè non si rema in questa direzione? Perchè del tanto decantato dimezzamento del numero dei parlamentari ancora non hanno fatto nulla? Perchè non cominciano ad abolire tutti i privilegi dei parlamentari a cominciare dal rimborso di tutte le spese medice (che poi paghiamo noi), compreso psicologo, apparecchio per i denti, massaggio,a finire ai viaggi gratis in aereo e treno?
Queste pagine, strumento meraviglioso di democrazia, non dovrebbero limitarsi soltanto all’aspetto della abolizione delle Provincie, che pure ci sta, ma dovrebbero anche essere da stimolo per nuove proposte e semper continue denunce.
Avete letto ad esempio, che hanno ridotto il taglio alle loro indennità? dal tanto pubblicizzato 50 % sono passati ad un silenziosissimo taglio del 20 % da applicarsi oltre i 90.000 euro!!!!!
e chi ha fatto caso che hanno abbassato l’aliquota IRPEF per i redditi più alti, mentre hanno aumentato quella per i redditi medi?
Perchè invece di aumentare l’IVA di 1 punto a tutti, non hanno aumentato di 5 punti solo per i beni di lusso?
Perchè invece di dare un taglio netto alle agevolazioni fiscali (detrazioni figli a carico e lavoro dipendente, rimborso spese mediche, rimborso spese per sport dei figli) non hanno invece effettuato una riduzione tenendo conto dei redditi e dei componenti del nucleo familiare?
Sono queste ingiustizie che mi fanno RABBRIVIDIRE e per le quali dovremmo URLARE LA NOSTRA INDIGNAZIONE.

Assolutamente contrario all’abolizione delle province! Siamo dinanzi a pura demagogia! E’ stata fatta assurgere a parametro di salvezza della disastrata economia nazionale, frutto dell’evasione incontrollata, una vera e propria inezia finanziaria, come la spesa per le province, come se esse rappresentassero davvero il problema per antonomasia della casta politica italiana. Quando i veri sprechi sono altrove – nel Parlamento, nei Ministeri e nelle Regioni, per non parlare dei ben settemmila enti intermedi di secondo livello, dove siedono con stipendi d’oro rappresentanti non eletti dai cittadini, ma nominati dai politici spiccioli e spendaccioni, e persino nei Comuni – e non certo nelle province, che costano molto poco a fronte di tutti gi altri enti, a fronte dei molti servizi che offrono ai cittadini.

Una domanda a quanti vogliono abolire le province, ed io sono tra questi.
Con l’abolizione delle province saranno licenziati tutti i percettori di stipendio (dai presidenti agli uscieri)?
Se, invece, come penso, saranno spostati non penso che serve a niente. Anzi, quasi certamente si creeranno nuove inutili istituzioni! La verità è che nel referendum si doveva prima chiedere il licenziamento di tutti, nessuno escluso, e dopo l’abolizione delle province.
Sono graditi commenti e discussioni.

Sono d’accordo adv abolire le province ma dobbiamo unirci ma non solo per abolirecle province

RIDUCIAMO LE REGIONI.
FACCIAMO UNA REGIONE PER OGNI 6 MILIONI DI ITALIANI, COSI’ TUTTE LE REGIONI (E TUTTI I CONTRIBUENTI) HANNO LE STESSE CONDIZIONI DI PARTENZA.
NON LEGHIAMO LE TASSE AL REDDITO MA ALLE TESTE, COME E’ IL VOTO… NOMINALE.

OGNI ELETTORE PAGA UNA TASSA NOMINALE PER MANTENERE LA REGIONE. NON E’ GIUSTO CHE IL VOTO DI UN CITTADINO CHE NON CONTRIBUISCE CON LE TASSE ABBIA LO STESSO IDENTICO DIRITTO DI VOTO. PIU’ PAGHI PIU’ VOTI

Demagogia e populismo.
Il discorso sarebbe molto lungo, mi limito ad alcune osservazioni.
1 – Quanti di quelli che qui scrivono sono a conoscenza delle competenze proprie delle province e quanti sanno dare una definizione di funzione amministrativa;
2 – Le province sono previste dalla costituzione. Il tanto decantato federalismo fiscale avrebbe dovuto imporre una coerente individuazione delle funzioni fondamentali in capo ai vari enti territoriali. Così non è stato.
E ‘fermo oramai da anni il c.d. Codice delle Autonomie locali (cd. Calderoli) che avrebbe dovuto ridisegnare tutto il sistema delle competenze di cui sopra (ora disciplinate oltre che dalla Costituzione dal TUEL, Testo Unico Enti locali, 267/00).
Si è invece deciso di buttarsi sul federalismo senza ricostruire prima tutto il sistema delle competenze, come imponeva il grande progetto di decentramento amministrativo ex art .117 Cost. e ss.
Opera che si sta dimostrando improba oltre che probabilmente infruttuosa.
3 – Col trasferimento alle Province oltre che ai Comuni delle funzioni svolte da enti intermedi (quelli sì da abolire tout court perchè non previsti da nessuna norma costituzionale: vedi ATO, Consorzi di Bonifica, enti Parco, ecc.) il risparmio sarebbe immediato e la semplificazione del sistema ne beneficerebbe;
4 – la mera abolizione delle province oltre a tutti i problemi di organizzazione che si porterebbe dietro (è pura demagogia la data del 30 aprile p.v. prevista dal decreto legge per individuare tutte le funzioni e procedere al loro trasferimento)se in un primo studio sembrava comportare un risparmio di 2 mld di euro (così La Voce, del comunque ill.mo prof. Boeri e colleghi) è stato quantificato, nella relazione ufficiale che accompagna il decreto, in 65 milioni di euro lordi. Risparmio, si aggiunge, eventuale tanto che coerenza ha voluto che la voce sia stata messa a consuntivo.

In breve: riformiamo il sistema, riformiamo l’organizzazione statale, eliminiamo gli sprechi, i privilegi, alleggeriamo laddove possibile le strutture ma non cadiamo nel facile populismo, illusi che basti un articolo di legge, un tratto di penna per migliorare le cose. A volte si rischia di creare solo facili illusioni e disservizi ai citadini.
Un funzionario regionale

Durnwalder e Berger meglio di Obama e Sarkozy. Da Roma in giù, i loro cognomi fino a qualche giorno fa avrebbero detto poco ai meno esperti, ma da quando si è saputo che presidente e vicepresidente della provincia di Bolzano sono pagati più dei presidenti di Usa e Francia, ecco che il problema della casta torna a tuonare da Trento in giù.
E’ pur vero che il Trentino Alto Adige ha un forte margine di autonomia, ma sono pur sempre contribuenti italiani. Ebbene, Luis Durnwalder (che a rotazione con il presidente della provincia di Trento Dellai è anche presidente della Regione Trentino Alto Adige) con un appannaggio mensile di 25.620 euro gode di una retribuzione superiore a quella di Barack Obama, che incassa 23.083 euro al mese per fare il presidente della più grande potenza del mondo. Hans Berger, il «vice» di Durnwalder, guadagna invece 24.360 euro lordi al mese contro i 21.133 di Nicolas Sarkozy, il presidente che vive e governa all’Eliseo.

In un confronto diretto condotto dal quotidiano sudtirolese Neue Südtiroler Tageszeitung, si può constatare come i politici trentini guadagnino bene in tutte le cariche, non solo quelle apicali. La vicepresidente dell’assemblea provinciale bolzanina Julia Unterberger, con 17.220 euro lorde, straccia nettamente Hillary Clinton, ovvero il Segretario di Stato americano, che guadagna solo 11.350 al mese. Il presidente del consiglio provinciale altoatesino Mauro Minniti con 21.440 euro fa meglio di tutti i colleghi dei paesi limitrofi: più del doppio rispetto al pari-grado del Tirolo austriaco Herwig Van Staa, fermo a 8.902 euro. Fa meglio anche del presidente del parlamento del Libero Stato di Baviera, Barbara Stamm, che guadagna ogni mese al lordo 14.841 euro, quello del Bundestag a Berlino, Norbert Lammert, che ne intasca16.504 e della collega della Camera austriaca Barbara Prammer, 17.136.

E i paralleli continuano senza posa: Durnwalder, fa meglio di Obama, abbiamo detto, ma arriva a “doppiare” il governatore del Tirolo Günther Platter, che incassa 13.353 euro. Anche il presidente della giunta provinciale trentina Lorenzo Dellai con 21.000 euro fa sfigurare la donna più potente d’Europa, Angela Merkel (18.883 euro). Un consigliere provinciale altoatesino guadagna 14.000 euro, un assessore altoatesini, al lordo, 23.100.

La polemica divampa ma già nel 2008 Durnwalder, figurava, in una classifica stilata dal quotidiano Tageszeitung, come il politico più pagato d’Italia: 25.600 euro al mese di stipendio. Già all’epoca, staccando nettamente l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, che dichiara 7.200 euro di retribuzione, Durnwalder riteneva che l’anomalia fosse quella romana, e non quella della Provincia autonoma, tanto più che, come dichiarava, “al netto anche delle tasse, il 52 per cento, sono 12mila”. Oggi come allora la posizione del benemerito presidente e rappresentante del Svp non è molto cambiata, ritenendo, in alcune dichiarazioni riportate anche sul quotidiano L’Adige, che lo stipendio “è nella media degli stipendi degli altri Governatori italiani”, ricordando che però la Regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol non eroga alcun doppio stipendio né per il presidente, né per il suo vicepresidente, e nemmeno per gli assessori di giunta.

Come spesso le classifiche dimostrano, la qualità della vita in Trentino Alto Adige è altissima e si può affermare senza rischio di smentita che si tratta di una delle Regioni meglio amministrate d’Italia. Questo di certo mitiga, ma solo in parte, la furia anticasta che altrove divampa, e che, con gli stipendi citati, produrrebbe rivolte di piazza in Regioni dove ai costi non corrispondono i servizi. Se è vero, come ha affermato Durnwalder, che “in Regione abbiamo rinunciato in questa legislatura al 25% reale dei nostri compensi”, tuttavia nelle antiche terre irridenti non mancano le polemiche.
Lo scorso anno, una petizione dal titolo “Cari politici, riducetevi lo stipendio”, aveva raccolto ad agosto oltre 2.293 firme raccolte sul sito altoadige.it. Tra le proposte lanciate, oltre a quella del taglio agli emolumenti, anche l’istituzione di un fondo, per sostenere famiglie in difficoltà, anziani o giovani in cerca di lavoro, che avrebbe dovuto essere alimentato dal taglio volontario delle indennità: meno 20% dagli emolumenti di giunta e presidente del consiglio provinciale, meno 10% per i consiglieri provinciali. La presidente del consiglio regionale Rosa Thaler Zelger aveva annunciato, in estate, una consultazione tra i capigruppo per delle proposte di riduzione dei costi della politica, a partire da indennità e benefit riconosciuti ai consiglieri provinciali e all’apparato. Da notare che Thaler, presidente dell’assemblea regionale trentina ha una busta paga di 21.300 euro, cioè maggiore di quella del cancelliere austriaco Werner Faymann.

Demagogie e populismi a parte, il discorso si fa politico se si inscrive in un quadro più vasto, dove ci si chiede a chi giova, vista l’autonomia virtuosa di queste zone, avere delle zavorre così gravose, in un momento in cui tutta la politica, almeno a parole, predica la soppressione di enti inutili o la dismissione di apparati elefantiaci. Prebende a parte, sono gli enti stessi a sembrare troppi nella stagione della crisi e della polemica contro gli apparati. Regione, Provincia, Comuni, Comunità di Valle e Circoscrizioni; tutti munifici verso i propri rappresentanti, come dimostrano le 16 “comunità” che elargiscono ai membri stipendi da 867 euro, ai vicepresidenti almeno 1.060, ai presidenti da 2.891 a 3.533. Resistono le circoscrizioni, che sono 12 a Trento e 7 a Rovereto dove i soli presidenti costano 360.000 euro l’anno. La spesa totale per le indennità dei 5 organismi è di 50.468.000 euro l’anno. Ora, posto che gli stipendi sono elevati a valle, non è forse nell’eccesso degli apparati a monte il peccato tirolese originale?

Vorrei rispondere al sig. Franco, commento n.23 del 16/09/2011: lei vorrebbe creare altri 56.000 disoccupati? Le sembra una cosa utile per l’Italia? Gli impiegati provinciali sono persone normali come tutte, hanno una famiglia, dei figli, un mutuo ecc…oltre che stipendi piuttosto bassi. Cosa le hanno fatto di male? Se lei ha incontrato qualche fannullone, è giusto che venga messo in esubero, ma questo è un problema che riguarda tutta la pubblica amministrazione in Italia (e che ovviamente non ci dovrebbe essere). Saluti.

Vorrei rispondere al sig. Franco del commento n.23 del 16/09/2011: davvero lei vorrebbe creare altri 56.000 disoccupati? Crede sia utile per l’Italia? I dipendenti provinciali sono persone comuni, con famiglie, figli e mutui…Se lei ha incontrato qualche fannullone, è giusto che venga messo in esubero, ma non colpevolizziamo anche gli altri. Saluti.

Ci lamentiamo dei politici che sono troppi e che guadagnano troppo……ALLORA INIZIAMO A TOGLIERE I CONSIGLIERI PROVINCIALI, lo possiamo fare sono noi NON ANDANDO A VOTARE, RIFIUTA LA SCHEDA DI COLORE GIALLO !

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