PROVINCE CONTRO PREFETTURE, FATTO DI IMPORTANZA STORICA


IL MOVIMENTO DI IMPRENDITORI NON SERVE NON VOTO:  “ORA I PARTITI NAZIONALI DI CHI HA VOTATO PER LA SOPPRESSIONE DELLE PREFETTURE SIANO CONSEGUENTI – OSSIA ESSENDO TUTTI APPROVINO LA LEGGE.  SENNO’ E’ ALTRO FUMO NEGLI OCCHI”.

Il giorno dell’Orgoglio Provinciale celebrato ieri ha proposto, tra i tanti, surreali dibattiti di auto difesa della Casta all’interno dei Consigli Provinciali, un elemento di novita’. A Belluno, infatti, l’istituzione Provincia chiede formalmente, in Consiglio, l’abolizione dell’Istituzione Prefettura, dicendo, sostanzialmente “siamo piu’ utili noi”, ed ammettendo – al contempo – che esistano delle forti sacche di spreco ed inutilita’ nella macchina amministrativa.

Non a caso in Veneto: da qui infatti e’ partito il Movimento “Non Serve . Non Voto” , una proposta di disobbedienza civile al voto per le provinciali lanciata da lcuni imprenditori importanti del Nord Est, tra i quali Massimo Carraro del Gruppo Morellato, Marina Salomon ed altri. Michele Bortoluzzi, piccolo imprenditore del Nord Est e attivista politico per i Diritti Civili è l’estensore del documento che ha raccolto l’adesione anche di Luigi Rossi Luciani (Past President Confindustria Veneto), Massimo Calearo e Stefano Beraldo (AD Coin), ma anche del giornalista Aldo Forbice da sempre impegnato sul fronte degli sprechi, del Professor Curi che si e’ pubblicamente schierato a favore e di oltre 300 cittadini che in poche ore hanno sottoscritto dal sito www.aboliamoleprovince.it la proposta “Non Serve, Non Voto”:

“Il Consiglio Provinciale di Belluno è stato… fantastico…. – spiega Bortoluzzi – ha centrato il punto. Cio’ di cui abbiamo bisogno è di smettere i panni dell’ipocrisia, del silenzio sullo scandalo gigantesco rappresentato dagli enormi sprechi della macchina pubblica, nelle sue diverse articolazioni. Le Prefetture sono uno tra gli Enti poco utili, sovradotate di lussi e confort, sottodotate di competenze, che dovrebbero essere disarticolate. Aggiungo, insieme alle Province e ai piccolissimi Comuni. Ora siamo davanti ad un’istituzione inutile che ne attacca un’altra altrettanto inutile, siamo alla soglia dell’implosione e questo grazie al terrore del giudizio astensionista dei cittadini

Dal Documento sottoscritto dagli imprenditori si sottolinea pero’ che una riforma dello Stato “non puo’ essere fatta a colpi di acetta, ma studiata con cura. Il problema – spiegano i sottoscrittori – è che nessuno vuole toccare nulla e da qui nasce l’esigenza di un segnale, in questo caso il non voto, legittimato anche “filosoficamente” e costituzionalmente , come sostiene il Professor Curi dalla mancanza cronica di rispetto della parola data da parte dei partiti su questi temi.”

Dal documento sottoscritto inizialmente da Carraro, Bortoluzzi, Salomon, Berlado, Rossi Luciani e Calearo emerge come “il non voto alle provinciali rappresenti non il fine, ma il mezzo con il quale i cittadini, le imprese possano far avvertire la necessita’ ed improrogabilita’ delle scelte da effettuare. Non possiamo perdere tempo, vi è una crisi in corso di proporzioni tali da drenare tutte le risorse disponibili per salvare il sistema economico.Non possiamo permetterci altri sprechi“.

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L'opinione dei lettori

erano mesi che cercavo di convincere le persone a non votare alle prossime provinciali. sono stato tacciato di scarso senso democratico. casualmente mi sono imbattuto nel vostro sito e condivido pienamente le vostre iniziative

Non sono ottimista. Penso che non ne verrà fuori nulla, come al solito. Qualcuno ha già proposto che invece di non votare sarebbe meglio annullare la scheda scrivendo “No alle Provincie” e, per la verità, io sono d’accordo con lui. E qui sta il punto: staremo a discutere sul il metodo migliore da adottare ed alla fine non si riuscirà a dare un segnale univoco.
Per parte mia, penso che l’annullamento della scheda sia più efficace, in quanto non sarà possibile da parte della Casta dire che è normale astensionismo da democrazia matura, Anche solo un 25 per cento di schede annullate sarebbe un segnale non eludibile, Con tutto ciò sarei disponibilissimo ad allinearmi alla scelta del non voto se potessi avere una ragionevole speranza che questa sia in grado di esprimere numeri notevoli. Ma sono pessimista. Pessimista sulla possibilità di riuscire a dare un segnale inequivoco. Pessimista sul fatto che se anche questo segnale dovesse esserci, verrà poi preso in considerazione dal muro di gomma della casta.
Vado a memoria, forse mi sbaglio, ma mi sembra che anche la Lega avesse indicato le Province come enti da abolire.
Pessimista sul futuro di questo Paese. Via le Province, via le Prefetture, via sette o dieci enti previdenziali succedanei dell’INPS, ma via anche l’INPS sostituito da un ente più snello e senza clientele politiche da mantenere coi ns. soldi. Privatizzare e dimagrire la RAI. Ripulire Ferrovie, Poste, Alitalie vecchie e nuove. Ricondurre i sindacati a fare i Sindacati e non i comitati d’affari. Riuscire ad infilare nella testa dei magistrati che il rispetto, la fiducia, l’autorevolezza sono concetti che si basano su decenni di serietà, lavoro e anche silenzio e non sulle grida del CSM. Purtroppo sono sfide enormi, troppo grandi per un Grande Paese figurarsi per dei piccoli uomini. Purtroppo sono malattie che potrebbero essere curate solo con cure troppo dolorose. Non avremo mai la forza di iniziarle, per cui, quando penso alle soluzioni, nella mente mi arrivano solo immagini che nulla sembrano avere a che fare, i grandi incendi nelle grandi foreste americane, la peste manzoniana, il diluvio universale. Allegria! Aboliamo le Province!